Diario di bordo – Erasmus, che avventura!

Cari viandanti,

WOW! Non ho altre parole per esprimere il mio stato d’animo. Lo so, non sono normale, ma che devo dire? Sono davvero completamente sconvolta. Questa esperienza mi sta decisamente frastornandoE se penso che sono solo all’inizio, che sono passate solo poche settimane, beh… WOW!

Non so come sia possibile, ma l’Erasmus è davvero un’esperienza unica e, dopo i problemi dei primi momenti, me ne sto rendendo conto anche io. Ho ancora mille cose da fare, come far firmare una quantità illegale di scartoffie e finire di ambientarmi sotto tutti i punti di vista, ma sto già iniziando a capire come fare per rimanere al passo con i ritmi di questa nuova vita.

Già, nuova vita, perché indipendentemente da dove tu ti trovi, se sei in Erasmus stai comunque vivendo una esperienza completamente unica, come mai ne hai vissuto e mai ne vivrai. Ogni Erasmus è unico nel suo genere… E… Beh… Ogni Erasmus è una BOMBA.

Eh già, proprio così, una bomba di emozioni: paura, di non riuscire a farcela da soli; ansia, di cosa potrà succederti il giorno dopo, perché è tutto un punto interrogativo, una continua scoperta, un rischio; timidezza, che non credevi neanche di avere ma che scopri che ti appartiene, che fa parte del tuo carattere, quando dovresti iniziare a crearti delle nuove amicizie ma proprio non ci riesci, perché parlano tutti una lingua che è ancora abbastanza estranea a te, perché si conoscono già tutti e per la prima volta nella tua vita sei tu quello che si trova fuori posto, un pesciolino fuor d’acqua; divertimento, quando le tue prime serate le passi con altri italiani in Erasmus che hai conosciuto con lo stato d’animo del “ci escludono tutti, vi va di fare gli esclusi insieme?” o del “ma sei italiano? Grande! Piacere, stasera si fa serata insieme vero?”, e ne conosci talmente tanti che ti fai più amici italiani in Erasmus di quanto tu non abbia fatto in tutta la tua vita passata in Italia; soddisfazione, quando finalmente riesci a conoscere i primi spagnoli della tua vita e riesci ad avere una conversazione decente con loro (in spagnolo, ovviamente 😉 ); nostalgia, perché a volte ti manca casa, perché l’Italia è l’Italia e sai che ovunque andrai te la porterai sempre dentro; serenità, quando giri per la città alla scoperta dei posti meno turistici, e anche di quelli più frequentati, ma da te lo saranno con un occhio diverso e tu lo sai perché senti dentro di stare vivendo qualcosa di troppo speciale da poter essere chiamata semplice “vacanza” o “gita turistica“; sorpresa, quando ti sorprendi a sorprenderti di ciò che la città in cui ti trovi ti sta donando, che sia di fronte ad una vista panoramica che si pennella dei soffici colori del tramonto o di fronte ad un mare illuminato dai fuochi d’artificio della festa padronale della città, che sia per un concerto gratuito di Manu Chao in cui ti trovi in prima fila e non sai neanche come, o per un concerto altrettanto gratuito di Dj Juan Magan, quando ti ritrovi senza neanche volerlo ad alzare le mani verso il cielo e ad urlare la tua presenza quando l’artista urla “BARCELONAAAA!” e tu inizi a realizzare che sei in Erasmus, che sei a Barcellona, che nonostante tutto, nonostante i problemi iniziali, nonostante la mancanza di casa, o il sentimento iniziale di solitudine e le mille cose da fare per metterti in sesto, tu ce la stai facendo, tu stai vincendo, ci sei solo tu contro te stesso e stai avendo la meglio, e ti senti forte, ti senti in gamba, ti senti fiero di te, ti senti vivo. Ed è questo ciò a cui pensi: “sono a Barcellona, e sono vivo” e niente, non ti resta altro che alzare le braccia più in alto e gridare sempre più affinché tutti lo sappiano, affinché tutti se ne rendano conto, che al richiamo del Dj fatto alla città, stai rispondendo anche tu. E la meraviglia che si prova a scoprire nuove usanze, nuovi posti, nuovi modi di dire o di fare; la curiosità che cresce sempre di più, ogni volta che fai amicizia con persone di ogni dove, e ti donano un po’ della loro vita, dei loro ricordi, della cultura del posto da cui provengono, in uno scambio che finisce per essere sempre reciproco.

Tutto questo è incluso nel pacchetto Erasmus, ma sono sicura che c’è anche molto di più, e io lo scoprirò.La cosa che mi elettrizza maggiormente, è sapere di essere solamente all’inizio.

Se vi fa piacere scoprirlo con me, rimanete connessi al mio blog, e presto verrete informati di altri pensieri e avventure (ce ne sono molte in programma nella mia agenda, da svolgere entro la fine dell’Erasmus, e ne sono così tante che se ne riuscirò a fare almeno la metà mi reputerò comunque pienamente soddisfatta).

Enjoy your life viandanti,

Ognuno di noi se lo merita.

 

 

A presto,

Viaggiatrice Incallita.

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7 pensieri su “Diario di bordo – Erasmus, che avventura!

  1. ladike ha detto:

    Ho trovato il tuo Blog per caso e mi sono soffermata per la simpatia che traspare dalle prime parole del tuo articolo. Bellissima esperienza, io sono stata in Erasmus a Granada l’anno scorso e mi sono innamorata della Spagna, sarà un’esperienza stupenda, buon divertimento! e se ti va seguimi anche tu 🙂

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    • Viaggiatrice Incallita ha detto:

      Ciao a te 🙂 Grazie mille per il tuo commento. Era da tanto che non tornavo sul mio blog perché… non avevo mai tempo! Una volta ingranata la marcia, una volta che ci si inizia ad ambientare e a viversi quest’esperienza appieno, ci si rende conto anche di come passi velocemente il tempo, di come non si abbia più un minuto libero perché tutti sono importanti per scoprire sempre qualcosa di nuovo!
      Grazie ancora per gli auguri e le belle parole,
      a presto,
      V.I.

      Piace a 1 persona

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